IL LAVORO NERO

Posted by Alessandro Scipioni | Posted in | Posted on 13:11


Non esiste una definizione giuridica univoca del lavoro nero. Di regola è considerata lavoro nero qualsiasi attività lucrativa dipendente o indipendente esercitata in violazione delle pertinenti prescrizioni legali. Ciò va dai piccoli lavori artigianali effettuati al di fuori degli orari di lavoro fino all'esercizio illegale esclusivo di un'attività lucrativa eludendo il diritto fiscale, il diritto delle assicurazioni sociali, il diritto della concorrenza e segnatamente il diritto in materia di stranieri. Le varie forme di lavoro nero hanno generalmente in comune il fatto di sfuggire completamente o in parte alle tasse di diritto pubblico. Grazie alla legge federale sulla lotta contro il lavoro nero (LLN), vigente dal 1° gennaio 2008, gli organi cantonali di controllo possono applicare in maniera più efficace le prescrizioni dei diversi testi di legge (p.es. in ambito fiscale, dei contributi sociali e del diritto in materia di stranieri) e di punire più severamente le violazioni.

Cercando di dare una definizione più chiara alla locuzione lavoro nero, possiamo dire che:
- il lavoro nero o irregolare si riferisce ad un’attività lavorativa a scopo di lucro svolta in violazione delle prescrizioni legali.
- Le varie tipologie di lavoro nero, dai lavori artigianali non svolti in orari di lavoro fino all'esercizio illegale esclusivo di un'attività eludendo il diritto fiscale, hanno in comune il fatto di sfuggire completamente o in parte alle tasse di diritto pubblico.
- Il lavoro nero è l’insieme di mansioni svolte da un lavoratore, dipendente o autonomo, sconosciuto alla Pubblica Amministrazione, perché non registrato presso i Centri per l'Impiego, presso gli Istituti previdenziali (INPS, INAIL, ENPALS, ecc.).
- Il lavoro nero quindi viola sempre la legge.
- Chi svolge un lavoro in nero elude il diritto fiscale, ma anche il diritto delle assicurazioni sociali, il diritto della concorrenza e il diritto in materia di stranieri.
- Non scaturisce lavoro nero o irregolare il mancato o ritardato pagamento dei contributi previdenziali.

Il lavoro irregolare, inoltre, si espande o si contrae a seconda dei cicli economici. Ne deriva che in questa fase vi è stato un ampliamento, spesso anche come occasione di secondo lavoro. Con riferimento alla questione attuale delle colf e delle badanti il Censis stima che siano 1 milione e 485mila, il 71,6% di origine immigrata. La maggioranza (58,1%) lavora per una sola famiglia, il 41,9 per più famiglie (mediamente 3,2). Ricorre ad un collaboratore domestico il 10,5% dei nuclei famigliari italiani; dal 2001 al 2008, il numero delle colf e badanti è cresciuto del 37%.
Il Censis calcola che nei servizi domestici il tasso di irregolarità sia pari al 37%. Confrontando, poi, le dichiarazioni delle famiglie (dati Istat) e quelle dei lavoratori (indagine Censis) emergerebbe una differenza di 402mila famiglie che non avrebbero dichiarato l’utilizzo di colf e badanti. Secondo tale stima, il personale di assistenza domestica irregolare, ad avviso del Censis, dovrebbe attestarsi sulle 300mila unità. Ne deriva, pertanto, che la sanatoria in corso non sarebbe un flop, ma che sarebbero state troppo ottimistiche le previsioni.

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